La tensione tra potere pubblico, media e piattaforme si traduce in scelte regolatorie che ridisegnano confini tra libertà d'espressione, tutela dei consumatori e sicurezza delle infrastrutture. L'individuazione di un apparato per falsi allarmi e la riattivazione di canali sul voto 2020 segnalano un rischio informativo e operativo crescente, mentre gli scivoloni sulla riservatezza e il rifiuto di un pontefice digitale richiamano il primato della dignità umana. Questi segnali prefigurano impatti immediati su abbonamenti, moderazione dei contenuti e resilienza dei sistemi.
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