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L'intelligenza artificiale accelera la crisi ambientale globale

L'intelligenza artificiale accelera la crisi ambientale globale

Le emissioni e il consumo idrico delle tecnologie digitali superano i livelli di una metropoli.

Nel panorama tecnologico odierno su Bluesky, le discussioni si concentrano su tre grandi tendenze: la crescente crisi ambientale legata all'intelligenza artificiale, la spettacolarizzazione e l'inflazione delle promesse tecnologiche da parte dei giganti del settore, e l'irrazionalità delle scelte strategiche portate avanti dagli attori principali. L'approccio critico e pragmatico delle comunità ha messo in luce una domanda fondamentale: chi paga davvero il prezzo dell'innovazione tecnologica e quale impatto sociale ed ecologico genera questa corsa all'avanguardia?

Intelligenza artificiale e costo ambientale nascosto

Le conseguenze ambientali dell'espansione dell'IA sono state portate in primo piano da una nuova ricerca che quantifica la portata delle emissioni e del consumo idrico delle grandi piattaforme. La stima, che equipara la carbon footprint globale dell'IA alle emissioni di una metropoli come New York, è stata ripresa sia dalla campagna di Foxglove Legal che da Prof Bill McGuire, sottolineando la mancanza di trasparenza e la necessità di requisiti di rendicontazione più stringenti. Il dibattito si è ampliato anche con le notizie sulla fusione tra Trump Media e TAE Technologies, che evidenzia la dipendenza dei data center dall'energia pulita e la pressione crescente sul settore energetico.

"Questa è un'ulteriore prova che il pubblico sta pagando il conto ambientale per alcune delle aziende più ricche del pianeta."- @foxglovelegal.bsky.social (175 punti)

Mentre la decisione di Waterfox di restare libera da IA rappresenta una posizione etica in controtendenza, la comunità critica il ruolo degli executive tecnologici nella scelta di soluzioni costose e ancora sperimentali, come la fusione nucleare, per alimentare l'infrastruttura digitale.

Finanza e hype: la distorsione delle promesse tecnologiche

La narrazione dominante del settore negli ultimi dieci anni, come sottolinea Nash, ruota attorno alla finanziarizzazione delle tecnologie nascenti, spesso gonfiate da aspettative irrealistiche e poi abbandonate dopo aver estratto valore finanziario. Questo fenomeno si riflette anche nella critica agli investimenti in materiali per la rimozione del carbonio finanziati da Meta, che hanno prodotto risultati deludenti e sono stati guidati da logiche speculative piuttosto che scientifiche.

"La storia dell'ultimo decennio della tecnologia è il settore finanziario che si aggrappa a una tecnologia nascente, la gonfia come investimento e poi si allontana con i profitti dopo aver distrutto la reputazione della tecnologia."- @radiodeadair.com (177 punti)

L'hype intorno a concetti come la blockchain, il metaverso e l'IA ha creato distorsioni, oscurando i reali usi di queste tecnologie, spesso limitati e di nicchia. Post come quello di Naomi Klein evidenziano come la finzione e la spettacolarizzazione siano diventate prassi nelle narrative dei leader tecnologici, con la società che si ritrova spettatrice e, talvolta, vittima di queste dinamiche.

Leadership, razionalità e il divario tra promessa e realtà

L'attitudine dei dirigenti tecnologici a fare affermazioni avventate e la tendenza delle istituzioni a perseguire innovazioni non mature sono state criticate in modo diretto da Eugene Vinitsky e dalla comunità. Si evidenzia la necessità di valutare criticamente il valore reale delle tecnologie, al di là delle dichiarazioni dei suoi promotori, mentre si assiste a una corsa all'adozione di soluzioni che non rispondono ancora alle esigenze pratiche, come sottolineato nella riflessione sull'uso di IA in istituzioni critiche.

"Non è mai successo nella storia della tecnologia che la classe dirigente abbia cercato con tanta forza di adottare una tecnologia che non funziona. Stanno già provando a usare queste cose in istituzioni cruciali, ma non riescono nemmeno a gestire l'ora della merenda?"- @stinky-doggy.bsky.social (48 punti)

La riflessione sulla presenza delle élite alle cene "Edge" e sulle pratiche sociali dei leader tech mostra come il divario tra retorica e realtà continui ad allargarsi. In questo contesto, la voce della comunità emerge come un contrappeso, invitando a una valutazione lucida e fondata dell'innovazione, lontana sia dall'entusiasmo irrazionale sia dal cinismo sterile.

"C'è una macchina che può spiegare nuovi teoremi in linguaggio naturale, cosa c'è che non va in voi? Se qualcuno ve l'avesse mostrata nel 2010 avreste pensato fosse una truffa."- @eugenevinitsky.bsky.social (97 punti)

Il futuro si costruisce in tutte le discussioni. - Marco Petrović

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