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I dischi rigidi sono esauriti fino al 2026

I dischi rigidi sono esauriti fino al 2026

La domanda di calcolo gonfia i consumi, scopre le fragilità e accende resistenze locali

Oggi r/technology mette a nudo il paradosso digitale: più schermi, più agenti automatici, più infrastrutture — eppure la fiducia sociale vacilla. Tra scuole che arretrano, piattaforme che impongono verifiche identitarie e sistemi autonomi che chiedono aiuto, l'evangelismo tech scricchiola. Il filo conduttore è semplice: la tecnologia è dappertutto, la responsabilità quasi mai.

Scuola, controllo e dipendenza: il mito del “più schermo = più apprendimento”

Il dibattito riparte dalla constatazione scomoda: l'ondata di dispositivi in classe non ha prodotto cervelli più allenati ma, secondo i dati discussi nell'analisi sugli investimenti nelle scuole statunitensi, un boomerang cognitivo, come racconta la riflessione su trentamiliardi spesi per sostituire i libri con laptop e tablet. Nel frattempo, persino la grande piattaforma ammette che i “controlli parentali” incidono poco sull'uso compulsivo degli adolescenti, con l'inchiesta su ricerche interne che ridimensionano il mito della supervisione, mentre nel Regno Unito la politica della sicurezza rischia di aprire nuove falle con verifiche d'età invasive e vulnerabili.

"I ragazzi hanno bisogno di una mente tranquilla e senza interruzioni per imparare; invece vengono bombardati da contenuti brevi e cattura-attenzione. L'equilibrio è possibile, ma pochi lo praticano"- u/socoolandawesome (2863 points)

Il filo rosso è l'illusione di delegare alla tecnologia la fatica dell'attenzione: nelle classi lo schermo sottrae concentrazione, nelle case la spinta compulsiva è radicata in stress e traumi, non disinnescata da un interruttore digitale; e sui social, la “sicurezza” diventa un nuovo archivio di volti e documenti nelle mani di terzi. Dalla retorica del “non condividere mai i dati” al “carica la tua identità”, r/technology mostra un consenso che si incrina: la protezione reale passa da progettazione, regole efficaci e limiti ai meccanismi di dipendenza, non da rituali burocratici.

IA affamata di energia e infrastrutture fragili: tra carenze, disservizi e resistenza locale

Mentre il capo di una delle principali realtà dell'IA ridimensiona l'allarme idrico e invoca una transizione accelerata alle rinnovabili nella discussione su consumi energetici e trasparenza dei dati ambientali, l'economia reale risponde con segnali duri: la produzione di dischi rigidi del 2026 è già prenotata dai giganti, come segnala l'analisi su carenze e rincari nella filiera dello storage. E quando il calcolo si avvicina ai quartieri, le comunità alzano la mano: il consiglio di New Brunswick ha trasformato un progetto di calcolo in un parco, come racconta la decisione su data center respinto e mobilitazione civica.

"La sicurezza informatica esploderà: gli agenti d'IA ampliano la superficie d'attacco, i dirigenti corrono senza frenare su sicurezza e tutela dei dati. I leak del passato sembreranno piccoli rispetto a ciò che arriva"- u/Confident_Comfort_17 (235 points)

Il quadro tecnico conferma la fragilità: la stessa infrastruttura che alimenta servizi globali inciampa su strumenti automatici, come documentato nei disservizi causati da agenti software. Intanto, lontano dai riflettori, una risposta dal basso sperimenta resilienza energetica: l'isola caraibica prova a spegnere i blackout con il fotovoltaico, come emerge nella cronaca su solare domestico contro il blocco dei carburanti. Le tre scene — retorica dell'efficienza, corsa agli apparati, difesa del territorio — pongono la stessa domanda: chi sostiene davvero i costi dell'IA quando il conto energetico e sociale arriva sul tavolo?

Automazione assistita: taxi autonomi con regia umana e panico morale sull'IA

L'automazione non è un assoluto, e r/technology lo mostra nel modo più netto: il sistema di guida automatica ammette una rete di assistenti remoti che suggeriscono soluzioni solo quando il veicolo si blocca, come chiarito nella lettera e nel confronto su taxi autonomi e assistenza da remoto. Non è una retromarcia, ma un modo per rendere esplicito ciò che l'ingegneria pratica sa da sempre: le macchine operano meglio quando la catena di decisione conserva un punto di escalation umano.

"Non ho mai visto una storia così travisata: usano persone solo quando l'auto resta bloccata e non sa cosa fare; molti hanno raccontato che la guida è ‘solo gente nelle Filippine', ed è falso"- u/huebomont (303 points)

Sull'altro fronte, il caso che scuote l'opinione pubblica non dimostra che l'IA inventi il male, ma che ne accelera l'accesso: un'indagine racconta di una giovane che avrebbe interrogato un chatbot per studiare combinazioni di farmaci letali, come riportato nel confronto su uso criminale e responsabilità dei sistemi comunicativi. L'errore sarebbe confondere lo strumento con l'intenzione: la competenza a nuocere era già a portata di ricerca; qui l'automazione rende solo più rapida la scorciatoia. La risposta matura non è demonizzare la tecnologia, ma imporre audit, tracciabilità e reali capacità di contenimento del rischio — altrimenti l'“autonomo” resta marketing e il “sicuro” pura retorica.

Il giornalismo critico mette in discussione tutte le narrative. - Luca De Santis

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